TANTISSIMI AUGURI A ME : RESOCONTO A METÀ STRADA.

resoconto della strada fatta, terre del Kenya

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita.

Dante scriveva così appena dopo i 33 anni quando perse la diritta via.

Oggi anche io ho raggiunto, forse, il mezzo del mio cammino e ancora mi chiedo quale sia la mia strada. Questo articolo, o pagina di diario, è un piccolo resoconto dei miei primi 33 anni di vita.

SONO DAVVERO A METÀ STRADA?

In Kenya l’aspettativa di vita e di 66 anni perciò non posso considerarmi una ragazzina. Qui la maggior parte delle donne della mia età sono già madri e non alle prime armi. Qualche capello bianco inizia a crescere e, anche se è genetico nella mia famiglia avere i capelli grigi presto, resta comunque un segno dei giorni che passano. Qualche riga in più attorno agli occhi c’è: che sia segno di un mese stancante o dell’età che aumenta non lo so, ma sicuramente non mi posso più considerare ad inizio percorso.

Se riguardo indietro sfogliando pagine di diario o facendo scroll sulle mille foto di ricordi nel pc il percorso intrapreso fino ad ora mi sembra non solo lungo, ma quasi infinito.

tanti auguri a me
Io all’inizio del mio cammino

HO CONOSCIUTO L’AMORE

Ho conosciuto l’amore. Da sempre!

L’amore della mia famiglia e dei miei cari e 33 anni di amore sono già di per se tantissimi.

Poi a 25 anni ho conosciuto un altro amore, un po’ più complicato perché non si trattava solo di ricevere, ma anche di dare. Per la prima volta davo amore.

Ovviamente a Tom, il bersaglio preferito del mio amore, un po’ come fossero vere frecce di Cupido. Poi ho dato pezzetti di amore e briciole del mio cuore, tramite gesti, anche a bambini, donne e uomini speciali. Molte persone mi danno amore, ma se posso contarne almeno 10 a cui do amore allora vuol dire che ne ho fatta di strada!

HO VISTO ALTRI TEMPI

Entrambe le mie nonne in più di un’occasione hanno iniziato i loro discorsi con: ”ai miei tempi” o “quando ero giovane” e io tra me e me pensavo: “ai tempi del giurassico” (scusa nonna).

Non credevo sarebbe arrivato il giorno in cui avrei pensato le stesse frasi. Ebbene sì anche io inizio a pensare “quando ero giovane” o “ai miei tempi”.

Ho iniziato a pensarlo proprio in questo anno quando tutto il mondo è cambiato e non è più come ai miei tempi.

Ripenso ai miei anni scolastici, alla lotta del primo giorno per il banco in ultima fila, all’ansia delle interrogazioni alla lavagna e  agli intervalli seduti sui gradini nel cortile. Ricordo i pomeriggi con gli amici a fare dal centro commerciale al centro di Lecco per comprare un gelato, le serate a decidere dove andare e cosa fare. Quando non si sapeva come vestirsi perché “dipende dal programma e se andiamo a ballare devo vestirmi più leggera” e quindi le chat sui gruppi WhatsApp per decidere insieme l’outfit migliore.

Sono passati anni da quei periodi, ma essere un adolescente non era poi così diverso fino ad un anno fá. C’erano ragazzi che pogavano e accendevano gli accendini ai concerti e c’era gente con uno spritz in mano fuori dal Mojito.

Ora quei tempi sono il Giurassico ed io con loro.

resoconto della strada fatta

HO CONOSCIUTO IL DOLORE

Questo anno strano ha insegnato a molti, me compresa, a non rimandare.

A non rimandare una visita o una chiamata ad una persona cara. A non aspettare a rincorrere i tuoi sogni. A non posticipare il lancio nel vuoto che ti può far realizzare le tue passioni anche se ti dicono che sei fortunata ad avere una vita che non ti soddisfa.

Questo anno ci ha insegnato a cercare la nostra felicità proprio perché ci ha insegnato cos’è il dolore.

Direi di essere ormai a più di metà strada perché il dolore l’ho conosciuto e non recentemente. Io e il dolore siamo conoscenti ,o direi abbiamo degli amici in comune, da alcuni anni.

Ho visto il dolore presentarsi lentamente sugli occhi di Hawo a causa di un tumore incurabile quando soffrì le sofferenze che nemmeno Dante aveva pensato per descrivere il suo inferno. Quando lei esalò l’ultimo respiro rilasciò tutto il suo dolore dai suoi occhi verdi ai miei occhi blu e nei miei occhi si scioglie in lacrime.

L’ho conosciuto in altri occhi quelli di Faith. Questa volta non era una nebbia che rendeva gli occhi grigi, ma un lampo che li rendeva rossi. Rossi sangue di dolore e per le ferite causate dall’acido gettatole in faccia.

Ho incontrato per quattro anni il dolore nei corridoi bianchi dell’ospedale.

33 anni di amore ricevuto, 8 di amore dato e 4 di incontri con il dolore direi che sono troppa strada per dirmi non ancora a metà cammino.

O SONO ANCORA ALL’INIZIO DELLA STRADA?

Pensando, però, all’Italia non sono così grande.

Con l’aspettativa di vita del paese a 82 anni non sono ancora a metà. Se geneticamente in famiglia abbiamo i capelli grigi presto, mia nonna a 90 anni è ancora super in gamba. Ci sono persone che alla mia età studiano ancora e per scelta o necessità vivono con i genitori. Per la mia struttura fisica (o perché non sono molto alta) alcune persone mi danno molti anni di meno di quelli scritti sui documenti.

Infine, se qualcuno mi chiede cosa farò da grande la risposta sarebbe un grosso “non lo so”, mentre nel mio cervello scorrerebbero immagini di me vestita da infermiera o da ballerina, con una macchina fotografica al collo o impugnando una penna con la mano sporca di inchiostro. Questa incertezza sul futuro e assenza di risposte sui miei progetti mi fa sentire ancora giovane, ancora lontana dal traguardo.

Mi sento ancora una bambina che gioca con le Barbie e si inventa la loro storia quando penso alla storia mia e di Tom. Ci immaginiamo in una casa con un bel giardino dove piantare i nostri semi di avocado e white sapote, con i nostri figli color cioccolato e gli occhi azzurri e magari una casa al mare per le vacanze nostre e dei nonni.

Sogniamo anche se ciò non ha ancora delle forti fondamenta (non le case, ma i nostri sogni).

Sogniamo o speriamo, ma di sicuro ci rendiamo conto che la strada di fronte a noi è ancora lunga.

tanti auguri a me

TANTI AUGURI A ME!

Ebbene sì mi faccio gli auguri da sola!

Sono e sarò felice di ricevere molti auguri di buon compleanno nei commenti qua sotto, ma nessuno sa meglio di me cosa augurarmi per gli anni che mi rimangono. Ecco perché mi faccio gli auguri da sola, così sono gli auguri che desidero veramente, un po’ come quando come regalo ti danno dei soldi in una busta per comprarti ciò che vuoi.

Allora mi auguro ancora più anni di amore ricevuto e dato e, anche se fa parte della vita, vorrei non vedere altro dolore negli occhi.

Vorrei che il mondo tornasse il mio giurassico e che tutte le giovani ragazze tornino a scriversi per decidere come vestirsi per uscire.

Vorrei dare una risposta che mi chiede cosa farò da grande senza mai lasciare che quella risposta mi limiti dall’essere tutto ciò che voglio.

Desidero fare gli auguri a chi ha deciso di buttarsi per essere felice anche se non è il loro compleanno e che mi regalassero un po’ del loro coraggio.

Infine vorrei che io e Tom fossimo Barbie e Ken e potessimo avere tutto ciò che sogniamo per la nostra vita insieme come nelle storie che creavo come una regista di film d’amore da bambina.

Forse mi auguro un po’ troppo, ma potrei riassumere tutti questi desideri sempre grazie a Dante.

Mi auguro l’amore che muove il sole e le altre stelle.

Le stelle del cielo d’Africa.

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2 commenti

  1. Poco da commentare….riesci a farmi arrivare alla fine con argomenti interessanti

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