È PIACIUTA L’ITALIA A TOM? ECCO LA SUA RISPOSTA.

tom in italia: vista del lago di como da villa melzi

Nel mese di settembre siamo stati in Italia per una vacanza di circa un mese. L’eccitazione e l’ansia era molta per questo viaggio: per me perché finalmente tornavo a vedere la mia famiglia dopo quasi 4 anni di tempo e per Tom perché era la prima volta in Italia. La prima volta fuori dall’ Est Africa. La prima volta che incontrava tutta la mia famiglia. La prima volta che dava visi e immagini ai miei ricordi di infanzia. La prima volta che vedeva la casa, la scuola, il paese e tutti i luoghi che mi hanno vista crescere.

Come era prevedibile la domanda che veniva posta più spesso a Tom era:” Ti piace l’Italia? Qual è la tua prima impressione?”.

Capendo poco l’italiano e sapendolo parlare ancora meno, lui rispondeva con un sorriso

E una serie di “Si, si, bella, bella”.

A quasi un mese dal nostro rientro in Kenya abbiamo deciso di dare una risposta un po’ più completa ed ecco in questo articolo cosa ha concluso Tom.

TI PIACE L’ITALIA? 5 COSE BELLE E 5 COSE MENO BELLE SECONDO TOM.

ECCO COSA è PIACIUTO DELL’ITALIA A TOM.

 Il cibo, il paesaggio, la storia. Senza ombra di dubbio l’Italia ha moltissime cose belle, soprattutto se la si vive come turisti tutto ciò ha un grande fascino.

Oltre all’ovvio, ecco le 5 cose che sono piaciute a Tom.

IL CIBO

Al primo posto non poteva che esserci il cibo. Tutto il cibo! Dagli affettati ai formaggi, dalla pasta alle verdure. Ciò che ha stupito molto Tom è il fatto che c’è una grandissima varietà e molti modi diversi di cucinare uno stesso piatto. Il riso non è solo bianco e bollito, ma prende tutti i colori possibili e viene cucinato in svariati modi (vedi anche gli arancini). Stesso vale per la carne che qui in Kenya viene per lo più tagliata a mo’ di spezzatino.

E poi c’è il pane. Ora finalmente Tom riesce a capire perché spesso mi ritrovo a fare la scarpetta o a mangiare pane, olio e sale. Ora sa di cosa parlo quando parlo di pane.

IL PAESAGGIO E L’AMBIENTE

Altro aspetto ovvio, ma forse non così tanto. Ci si aspetterebbe che per qualcuno nato e cresciuto in Kenya tra altopiani, foreste e savane, la natura italiana non sia nulla di speciale.

Per la precisione Tom ha avuto per lo più modo di vedere la natura lecchese: tra montagne, boschi e laghi. Io stessa dopo tanto che non vedevo quei posti sono rimasta stupita di quanto fossero belli. Una natura diversa da quella kenyana, meno vasta, meno assoluta e meno selvaggia. Una natura semplice, a portata d’uomo, più accogliente. È stata una nuova esperienza per Tom passeggiare nei boschi e raccogliere more, scoprire le castagne e distinguerle da quelle matte, far rimbalzare le pietre sulla superficie del lago mentre i cigni osservano a distanza.

Una cosa che ha particolarmente stupito Tom in positivo è che questi paesaggi non devono essere necessariamente in zone protette, non si deve pagare un ingresso per far sì che la gente li rispetti.

RISPETTO DELLE REGOLE

Forse per dei tedeschi lo stile di guida italiano non è proprio da manuale, ma per un kenyano è l’opposto. Se inizialmente il fatto della guida sulla destra metteva un po’ di confusione nella mente di Tom, poi ha capito che è facile guidare in Italia: basta guardare i cartelli e rispettare le regole.

Credo abbia scoperto cartelli che non aveva mai visto prima, nemmeno durante le lezioni di scuola guida. Ha imparato che le regole della strada sono reali e non funziona come in Kenya dove il più grosso e meno preoccupato per la carrozzeria (quasi sempre i matatu) passa per primo. Ha dato un senso logico alle rotonde e ai semafori e si è stupito di come sia possibile fare più di 10km di strada senza un dosso.

L’INTERESSE DELLE PERSONE

Qui Tom ha dovuto dettarmi cosa scrivere perché per me era difficile capire cosa volesse dire. Ecco quindi alcune parole uscite dalla sua bocca (in inglese ovviamente):” Quando incontravamo qualcuno che ti conosceva, anche se solo velocemente per strada, il loro chiedere” come stai?”, informarsi e voler conoscere sembrava genuino. “

La mia interpretazione è che le persone che ti conoscono ti approcciano e interagiscono per pura e semplice curiosità. Nessun interesse, nessun secondo fine, nessuna richiesta finale. Un semplice voler conoscere, un normale voler sapere qualcosa di nuovo e diverso. Voler solo scambiare due parole senza aspettarsi nulla in cambio che non sia una risposta ed un sorriso.

ONESTÀ DEI VENDITORI

Su questo punto qualcuno potrebbe non essere d’accordo, ma ancora, dopo aver vissuto per un po’ di anni in Kenya capisco pienamente lo stupore di Tom.

Se nei supermercati di entrambi i paesi i prezzi sono esposti ed è quindi impossibile imbrogliare i clienti, non è proprio così per esempio, per i mercati o i mezzi pubblici. Sai che non dovrai farti furbo, che non dovrai contrattare o temere di essere truffato. Il prezzo che ti verrà chiesto sarà lo stesso che tu sia la regina d’Inghilterra, Tom dal Kenya o una persona nata e cresciuta in Italia.

Oltre che sul prezzo Tom li ha trovati onesti nel servire. Spesso qui in Kenya capita che se devi comprare delle patate e dove ti rivolgi non le hanno, cercano in ogni modo di venderti carote, e se sei decisa a voler le patate, allora ti diranno di aspettare 5 minuti mentre vanno a prendere le patate. Dopo 1 ora vi potreste trovare ancora lì ad aspettare le vostre patate. In Italia Tom ha trovato l’onestà di dire:” Io non ho quello che ti serve, prova da un’altra parte.” E se dovessero dirti che ciò che vuoi arriverà la prossima settimana, allora sarà una settimana e non un mese.

ECCO LE 5 COSE CHE A TOM NON SONO PIACIUTE DELL’ITALIA.

Noi abbiamo speso poco tempo in Italia, ma Tom ha avuto comunque tempo di capire che non tutto è rose e fiori nel bel paese.

Ecco cosa è piaciuto meno a Tom dell’Italia:

DIFFICOLTÀ NEL COMUNICARE

Non saprei dire se questo è un aspetto negativo dell’Italia o se la colpa è di Tom che in quasi 4 anni di matrimonio con un’italiana tutto ciò che ha imparato è “tamarro” e “camporella”.

Visto, però, che Tom ha deciso di inserirlo tra le cose che non gli sono piaciute, io da scrivana mi limito ad inserirlo.

Lo capisco pienamente però: io stessa pur essendo abituata a parlare con lui in inglese ogni giorno, una volta arrivata in Italia ho iniziato a confondere italiano ed inglese.

Per la maggior parte della mia famiglia era difficile comunicare con lui. Se il più delle volte era divertente sentire entrambe le parti buttarsi o affidarsi a google translate, posso immedesimarmi in Tom e capire che a volte possa essere stato frustante. Anche semplici cose come chiedere un’informazione, chiedere consiglio in un negozio o ordinare al ristorante poteva far sentire Tom confuso o “dipendente” da me per spiegarsi.

ASSENZA DI BAGNI PUBBLICI

Girando per giornate intere come turisti anche io ho notato questa carenza. Tom non è ancora riuscito a farsene una ragione.

Il giorno in cui abbiamo visitato Milano credevo potesse far partire una protesta. I servizi igienici di ben 3 stazioni della metro erano chiusi, quelli del museo del duomo fuori servizio e in quelli di un fast food abbiamo fatto una fila di quasi un’ora: per fortuna nessuno di noi doveva andare urgentemente.

Oltre a ciò si paga 1€ che a Tom sembra molto paragonati ai 10ksh in Kenya (1€ è circa 120ksh).

In Bellagio, invece, i servizi pubblici c’erano, a pagamento contante e con una macchinetta che non dava resto. C’era quindi una fila di altri turisti che non potendo pagare con carte di credito cercavano di “elemosinare” monete.

Per queste nostre esperienze questa è una grossa insufficienza nel giudizio di Tom.

LE LUMACHE

Vi dicevo prima che Tom ha adorato il cibo italiano? Ebbene sì, ma c’è una cosa che proprio non è riuscito a farsi piacere. Anche avere il coraggio di provarlo gli ha richiesto un grosso sforzo.

Il cibo in questione sono le lumache.

Mio fratello un giorno per pranzo ha portato delle lumache: alcune fatte in umido e altre con aglio, sale e prezzemolo. Se quelle in umido potevano sembrare pezzetti di pesce o frutti di mare e confondere Tom, per le altre non c’era alcun dubbio. Erano lumache.

Per quanto fosse curioso di provare più cose nuove possibili, quella vista non gli è stata molto piacevole. Non agevolava il fatto che qui in Kenya le lumache hanno fama di animale sporco.

Nonostante ciò Tom è stato coraggioso provandone un pezzetto di quelle in umido, sciacquandosi, però, subito la bocca con del vino.

LE PERSONE SONO PIÙ FREDDE

Anche questo è un”ma” ad un aspetto positivo. Se a Tom è piaciuto il fatto che la gente fosse sinceramente curiosa, non gli è piaciuto altrettanto che sia più normale ignorarsi totalmente. Ha avuto l’impressione che tra non conoscenti le persone fossero molto fredde e riservate. Gli è sembrato che ciascuno si faccia i fatti suoi e si interessi poco a chi lo circonda. Tutto ciò renderebbe anche fare nuove amicizie e conoscere persone nuove molto difficile, soprattutto se si è nuovi in un certo ambiente.

LA BUROCRAZIA

Per noi che siamo abituati alla terribile burocrazia kenyana è tutto un dire.

Anche questa scelta di Tom deriva da un’esperienza provata sulla nostra pelle.

Nei nostri programmi delle cose da fare saremmo dovuti andare ad un matrimonio dove era obbligatorio presentarsi muniti di green pass. Tom era già vaccinato da mesi con un vaccino riconosciuto dall’EU e volevamo capire se ciò poteva essere riconosciuto in qualche modo in Italia oppure no.

Dopo aver chiesto informazioni in varie ATS e centri vaccinali, dopo aver parlato con almeno 5 centralini diversi (con relativi tempi di attesa) e aver consultato altrettanti siti, la risosta è stata:” non ci sono accordi tra Italia e Kenya, ma dato che il ristorante ha la facoltà di accettare certificati di vaccinazione consultate loro.” Allora chiamo il ristorante che preferisce non prendersi responsabilità e rimandare la palla ai carabinieri. A loro volta i carabinieri mi consigliano di contattare l’ATS.

Credo Tom mi abbia vista un po’ esausta e scoraggiata dalla situazione e perciò ora ha deciso di inserire questo quinto punto. O forse è perché gli ho fatto visitare numerose poste del circondario per risolvere alcune faccende? Qualunque sia la ragione la burocrazia italiana non ha fatto una bella impressione su Tom.

Quindi, alla fine, a Tom è piaciuta l’Italia? A parte questa lunga risposta fatta di tante parole credo che quel suo “sì, sì, bella, bella” sia abbastanza semplice e veritiero.

VI ASPETTAVATE QUESTI 10 PUNTI DI TOM? QUALE VI HA STUPITO DI PIÙ?

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4 commenti

  1. Mi è piaciuto tantissimo leggere la testimonianza di Tom sull’Italia. Fa riflettere: sarebbe bello che tutti riuscissimo a vedere il nostro Paese con gli occhi di chi lo vede la prima volta per poterlo apprezzare di più.

    1. Verissimo, forse anche un po’ viaggiando come fai te si possono scoprire differenze con altri paesi e apprezzare o notare i difetti della propria nazione.

  2. Interessante questo modo di vedere l’Italia e gli italiani da chi arriva nel paese per la prima volta, direi che con qualche riserva Tom e L’italia sono comunque diventati amici

    1. Tom e il cibo italiano sono diventati migliori amici!!!

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